ISTITUTO COMPRENSIVO "L.PIRANDELLO "NICOSIA
PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA
Scuola dell’Infanzia
Villadoro
PREMESSA
La scuola dell’infanzia, rapportandosi costantemente all’opera svolta dalle famiglie, rappresenta un luogo educativo intenzionale di particolare importanza, in cui le bambine e i bambini realizzano una parte sostanziale della propria relazione con il mondo. La scuola dell’infanzia favorisce l’apprendimento di comportamenti fondamentali e di conoscenze iniziali utili per acquisire le competenze successive e per rapportarsi con la società.
Tra le priorità della scuola dell’infanzia vanno quindi considerate le necessità di:
dialogare e collaborare con le famiglie e con le altre istituzioni per attuare in modo concreto un’autentica centralità educativa del bambino;
proporre un ambiente educativo capace di offrire possibili risposte al bisogno di cura e di apprendimento;
realizzare un progetto educativo che renda concreta l’irrinunciabilità delle diverse dimensioni della formazione: sensoriale, corporea, artistico-espressiva, intellettuale, psicologica, etica, sociale;
fare della scuola un luogo significativo per interventi compensativi finalizzati alla piena attuazione delle pari opportunità.
Scheda informativa scuola dell’infanzia
Villadoro, frazione di Nicosia da cui dista 18 km, è un paesino agricolo di circa mille anime. Sono presenti alcune istituzioni: la sede del delegato comunale, la guardia medica, la caserma dei Carabinieri nonché la scuola dell’infanzia e le scuole del primo ciclo d’istruzione. La scuola dell’infanzia di Villadoro consta di un’unica sezione ; è ubicata nel cuore del paesino, al piano terra dell’edificio che ospita, al piano superiore, anche la scuola Primaria. Essa conta 17 alunni, uno dei quali è figlio di lavoratori stranieri provenienti dalla Romania, incluso in una sola sezione.
Vi prestano servizio
n. 2 docenti,
n. 1 docente di religione cattolica.
La scuola funziona dal lunedì al venerdì, con un orario giornaliero di apertura dalle ore 8,00 e chiusura alle ore 16,00.
Sono previsti momenti di contemporaneità per attività di intersezione tutti i giorni dalle ore 11.00 alle 13.00.
E’ organizzata una mensa gestita dal Comune tramite una Cooperativa locale con assistenza educativa prestata dalle insegnanti.
I bambini della scuola dell’infanzia usufruiscono di un’aula delle attività, un’aula giochi, un ampio androne e un cortile esterno in comune con la scuola Primaria.
La scuola dell’infanzia, liberamente scelta dalle famiglie, si rivolge a tutti i bambini dai 3 ai 6 anni di età ed è la risposta al loro diritto all’educazione. Per ogni bambino o bambina, la scuola dell’infanzia si pone la finalità di promuovere lo sviluppo dell’identità, dell’autonomia, della competenza, della cittadinanza. Per realizzare ciò la scuola crea condizioni perché i bambini dai 3 ai sei anni possano:
In coerenza con la normativa vigente la scuola si propone di:
1. favorire la maturazione dell’identità - individuale e sociale - del bambino sotto il profilo corporeo, intellettuale, psicologico per renderlo sicuro di sé, fiducioso nelle proprie capacità, motivato, curioso, capace di esprimere sentimenti ed emozioni, sensibile nei confronti degli altri;
2. promuovere la conquista dell’autonomia intesa sia come controllo delle abilità motorie e pratiche, sia come maturazione delle capacità di rapportarsi in modo adatto, libero, personale e creativo con gli altri, con le cose, con le situazioni, per essere un bambino che sa fare delle scelte, pensare, stare con gli altri;
3. sviluppare le competenze, intese come l'affinarsi progressivo sia di abilità operative e mentali, sia di conoscenze riconducibili ai campi di esperienza (motorie, linguistiche, logiche, ecc.).
4. sviluppare il senso della cittadinanza, inteso come scoperta degli altri e dei loro bisogni e la necessità di gestire i contrasti con regole condivise.
I modelli organizzativi della scuola dell’infanzia si articolano, tenendo conto delle preferenze delle famiglie, in attività educative organizzate su 40 ore settimanali.
La scuola dell’infanzia concorre all’educazione armonica ed integrale dei bambini e delle bambine, e mira a realizzare, attraverso una consapevole progettualità pedagogica, un itinerario di sviluppo cognitivo ed affettivo nel pieno rispetto e nella valorizzazione dei ritmi evolutivi, delle capacità, delle differenze e dell’identità di ciascuno.
Operando in questa direzione con sistematica professionalità pedagogica, essa contribuisce alla realizzazione del principio dell’uguaglianza e delle opportunità sancito dall’articolo 3 della Costituzione Italiana.
Pertanto l’insegnante deve progettare un percorso educativo/didattico ben coordinato, con precise finalità. Che tendono all’ acquisizione di competenze e abilità proprie del bambino dai tre ai sei anni.
La strutturazione degli spazi non va lasciata alla casualità ed all’improvvisazione, ma deve prevedere elementi di novità e rispondere positivamente alle sollecitazioni di cambiamento prodotte dai bambini.
L’orario scolastico prevede una tolleranza di una un’ora all’entrata e di un’ora all’uscita.
I CAMPI DI ESPERIENZA[1](°)
Le finalità della scuola dell’infanzia vengono perseguite attraverso i seguenti campi di esperienza, luoghi del fare e dell’agire del bambino, che, orientati dall’azione consapevole degli insegnanti, introducono ai sistemi simbolico-culturali.
Le attività in ordine all’insegnamento della religione cattolica, per coloro che se ne avvalgono, offrono occasioni per lo sviluppo integrale della personalità dei bambini, valorizzano la dimensione religiosa, promuovono la riflessione sul loro patrimonio di esperienze e contribuiscono a rispondere al bisogno di significato di cui anch’essi sono portatori. Per favorire la loro maturazione personale, nella sua globalità, i traguardi relativi all’ Insegnamento della religione cattolica sono distribuiti nei vari campi di esperienza.
In particolare nella scuola dell’infanzia i traguardi per lo sviluppo della competenza suggeriscono all’insegnante orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare occasioni e possibilità di esperienze volte a favorire lo sviluppo della competenza, che a questa età va inteso in modo globale e unitario.
Per la declinazione dei Campi d’esperienza si rimanda all’ allegato.
In riferimento a quanto propongono le nuove Indicazioni per il curricolo per la Scuola dell’Infanzia all’inizio dell’anno scolastico le insegnanti si impegnano ad elaborare collegialmente la programmazione educativa e didattica nell’ambito della libertà d’insegnamento e dell’autonomia professionale.
I traguardi e gli obiettivi di apprendimento sopra descritti vengono perseguiti attraverso una programmazione che individua e pianifica gli aspetti indispensabili in un’azione educativa quali:
La vita in comune presuppone un ordinato svolgersi di azioni ed attività che permetta ad ognuno di sentirsi a proprio agio rispettando i ritmi dei singoli bambini (che sono molto diversi dai ritmi degli adulti), in armonia con gli altri e con l'ambiente dove si opera. Perciò fin dai primi giorni di frequenza si curano in modo particolare le attività di vita pratica, indirizzando i bambini ad un uso adeguato degli oggetti e degli arredi e guidandoli a corrette abitudini ed attività.
Le attività, soprattutto quelle del primo periodo scolastico, sono finalizzate all'inserimento dei nuovi iscritti nell'ambiente scolastico, con il coinvolgimento attivo dei bambini che già frequentano. L'ingresso alla scuola dell'Infanzia è il momento del distacco dalla famiglia spesso vissuto sia dal bambino che dalla famiglia con ansia ed incertezza. L'obiettivo che ci prefiggiamo è quello di far superare ai bambini più piccoli l'eventuale senso di smarrimento che potrebbe derivarne, aiutandoli nell'adattamento al nuovo ambiente e alle nuove figure, adulti e bambini.
Per una buona integrazione del bambino nella scuola dell'Infanzia , è importante il rapporto sereno con adulti e compagni, rapporto che inizia proprio nel momento dell'ingresso al mattino. Pertanto si cerca di favorire il distacco del bambino dai genitori proponendo un rapporto privilegiato insegnante-bambino e predisponendo un ambiente ricco di stimoli percettivi significativi che lo motivino ad interagire con il nuovo ambiente.
Anche il momento di uscita è importante perché il genitore ha piacere di avere indicazioni sull’andamento della giornata del proprio figlio ed il bambino ha la possibilità di veder creare un collegamento scuola-famiglia, compatibilmente con quelli che sono gli aspetti gestionali della classe. In entrambi i momenti l'insegnante si rende disponibile ad avere lo scambio di informazioni utili per adeguare l’intervento educativo.
La sala igienica rappresenta lo spazio dove il bambino svolge fondamentali attività nella cura della persona, che hanno un alto valore educativo. In questo ambiente il bambino può sperimentare situazioni che lo mettono di fronte alle sue capacità cognitive organizzative, ma soprattutto di autonomia, padroneggiando competenze e abilità semplici ma basilari.
In questi momenti si insegneranno le norme di pulizia e di ordine della persona badando all'uso corretto dei servizi igienici.
Tali norme sono indispensabili all'individuo stesso e per la sua appartenenza ad una comunità.
La preparazione delle attività e il riordino degli spazi portano il bambino, responsabilizzandolo, a sviluppare capacità percettive, ad organizzarsi mentalmente, a rispettare ed a usare correttamente i materiali. Per questo è nostra cura invitare sistematicamente il bambino all’adempimento di tali compiti.
Le situazioni di pranzo e merenda non devono essere curate solo dal punto di vista igienico - alimentare, ma anche da quello sociale ed educativo.
L'adulto è sempre presente in questi momenti della giornata e garantisce la cura dei tempi, delle modalità relazionali e il rispetto delle esigenze particolari di ogni bambino, creando un clima di serenità e di benessere.
Il momento del "sonnellino" è rivolto ai bambini più piccoli e a quelli che ne dimostrano l’esigenza; avviene in un ambiente idoneo, dov’è garantita sempre la presenza dell’insegnante che sa coccolare, qualora fosse richiesto, con carezze, con letture o con musiche. Per favorire una maggiore serenità, per chi lo desidera si permette l’uso di oggetti transizionali o di riposare accanto all’amico/a o ai fratellini. Il gruppo dei bambini che non hanno necessità di dormire è intrattenuto in altri ambienti con attività, programmate o occasionali, tranquille che contengano la vivacità e l’esuberanza propria dell’età, anche nel rispetto di chi sta riposando, rallentando così i ritmi frenetici della loro vita.
Il gioco è un fattore fondamentale nello sviluppo del bambino perché offre opportunità di apprendimento e di socializzazione. Attraverso il gioco il bambino può rielaborare esperienze vissute, fantasticare, fare esperienze dirette, sperimentare, creare situazioni nuove. Vi sono momenti in cui si lascia spazio al gioco libero e spontaneo che può essere effettuato a tavolino o in spazi in cui può simbolicamente rielaborare situazioni vissute ( es. casetta) ed altri in cui le proposte di gioco sono guidate e finalizzate ad apprendimenti specifici.
A seconda delle situazioni di gioco si offre la possibilità di utilizzare materiali strutturati o non e si organizzano piccoli o grandi gruppi eterogenei o omogenei per età e sesso.
L’insegnamento della religione cattolica è rivolto ai bambini le cui famiglie ne hanno fatto richiesta; viene svolto dalle insegnanti di sezione, se disponibili, o da un’insegnante esterna con preparazione adeguata. Offre il suo specifico contributo allo sviluppo della personalità dei bambini con una attenzione alla maturazione della loro identità anche religiosa, inserendosi armoniosamente nel contesto della vita della scuola, rispettandone e valorizzandone le finalità ed i metodi propri.
Attraverso relazioni significative, i bambini sono aiutati ad aprirsi alla meraviglia ed allo stupore nei confronti dell’esperienza religiosa che incontrano nella quotidianità attraverso tanti segni.
Gli stessi sono aiutati a maturare una iniziale competenza sulla persona, sulla vita, sul messaggio di Gesù ed a riconoscere i principali segni e simboli della vita cristiana.
Il computer nella nostra scuola è ormai entrato a far parte della quotidianità ed è utilizzato come uno dei tanti strumenti didattici dei quali ci si serve per raggiungere gli obiettivi educativi e didattici prefissati.
I bambini acquisiscono facilmente familiarità con lo strumento e attraverso appositi software giocano, disegnano, cantano, scrivono, ecc… o svolgono attività guidate dalle insegnanti.
I progetti extracurricolari elaborati dalle docenti che verranno espletati durante tutto l’anno scolastico sono i seguenti:
· Progetto Natale
· Les Majorettes
· Progetto Sport (VIII Giornata)
· Progetto “Io e la natura”
La nostra scuola persegue il raccordo con le istituzioni educative e scolastiche di ordine contiguo mediante specifiche iniziative di Continuità.
E’ operante un’interazione continuativa tra la scuola primaria e la nostra scuola dell’infanzia : vengono attuati incontri tra le Insegnanti dei due ordini di scuola, progetti ed attività nel corso di tutto l’anno. Sono previsti incontri tra Insegnanti della Scuola dell’Infanzia e la Scuola Primaria per la definizione dei percorsi di continuità e per l’organizzazione delle visite dei bambini dell’ultimo anno della scuola dell’Infanzia, delle classi della scuola Primaria nelle quali assistono a lezioni reali.
Per poter raggiungere gli obiettivi educativi e di apprendimento che ci siamo preposte, crediamo che il bambino debba fare esperienza diretta passando attraverso il "vissuto", pertanto ogni proposta parte da uno stimolo concreto in cui il bambino può direttamente sperimentare e provare sensazioni ed emozioni ( es. uscite didattiche, laboratori, racconti, ecc).
Il bambino è il protagonista attivo delle situazioni e delle proposte didattiche che sono l’occasione per far scaturire, in un contesto ludico e sereno, il successivo percorso didattico finalizzato al raggiungimento degli obiettivi previsti dai "campi di esperienza".
Le proposte vengono effettuate, a seconda delle età dei bambini e del tipo di attività, sempre sotto forma di gioco.
La programmazione educativa e didattica che annualmente elaboriamo tiene conto dell’analisi che viene fatta osservando le caratteristiche dei bambini che frequentano e le condizioni ambientali e sociali che si presentano in modo tale da poter calibrare e modificare le proposte e gli interventi educativi a seconda dei bisogni che emergono.
Le verifiche del percorso didattico vengono presentate alle famiglie due volte l’anno in corrispondenza della fine della prima tappa del piano didattico (generalmente nel mese di febbraio) ed a fine anno.
VALUTAZIONE
Le insegnanti della scuola dell'infanzia ritengono che, al livello della loro specifica utenza, la valutazione vada considerata non tanto come momento di giudizio e misurazione di ciò che i bambini sanno o non sanno fare, quanto piuttosto come strumento di "autovalutazione regolatrice" del processo formativo, consapevoli di non dover considerare il bambino astrattamente bensì sempre in relazione al particolare contesto entro il quale se ne rilevano comportamenti e prestazioni.
In tal senso, la valutazione del bambino chiama direttamente in causa quella del
contesto e dell'azione educativa, in una prospettiva di continua regolazione dell'attività didattica. In tale ottica si terrà conto dei seguenti indicatori:
Inserimento iniziale di approccio alla realtà scolastica
Relazione, socializzazione e interazione con gli altri
Autonomia
Rispetto delle regole e autocontrollo
Interesse e motivazione
Gradimento e partecipazione alle varie attività
Collaborazione
Concentrazione
Comprensione ed esecuzione delle consegne
Alfabetizzazione/acquisizione di competenze
Autostima
Creatività
Disagio
Le famiglie sono il soggetto più importante dell’azione educativa, per questo è necessario che si creino rapporti di fiducia e di collaborazione tra genitori ed insegnanti.Lo scambio di informazioni è fondamentale per conoscere ed organizzare l’intervento educativo proprio nell’ottica del rispetto dell’individualità di ognuno.
I momenti in cui questo scambio di informazioni puo’ avvenire possono essere:
contatto giornaliero all’entrata ed uscita dalla scuola;
riunioni di sezione, assemblee di scuola;
colloqui prima e durante l’inserimento, alla fine del ciclo di frequenza per il passaggio alla scuola elementare o qualora se ne presenti la necessità;
partecipazione agli organi collegiali.
E’ nostra cura cercare di documentare per quanto è possibile le attività o i momenti di particolare importanza didattica o educativa attraverso modalità differenti quali fotografie, cartelloni, elaborati, materiali cartacei, cd-rom, filmati ecc. al fine di mantenerne memoria, presentare le attività ai genitori, rivedere e rileggere il proprio operato per ripensare le proposte e gli interventi.
(Per la lettura del testo integrale si rimanda all’allegato al Piano dell’offerta formativa)
.Attraverso i linguaggi corporei, vocali, musicali, artistici, mimici e teatrali si sperimenterà una didattica creativa, che permetterà di fare incontrare ed operare praticamente gli alunni in gruppi più eterogenei, rispetto alla propria classe e di applicare metodi di apprendimento, socializzazione ed espressione più coinvolgenti e motivanti.
Momenti fondamentali, nel corso di quest’anno scolastico, saranno:
L’Accoglienza
Il Natale
Il Carnevale
La conclusione dell’anno scolastico.
Mostre o eventuali manifestazioni che coinvolgeranno la scuola.
VII Giornata dello sport
Si propone di migliorare le prestazioni fisico-sportive degli alunni, avviandoli ad una corretta e responsabile conoscenza di sé, delle proprie emozioni e delle proprie attitudini; incoraggiandoli ad una sana pratica sportiva che metta in moro comportamenti equilibrati dal punto di vista fisico, emotivo e cognitivo.
Progetto Majorettes
Verrà data l’opportunità agli alunni che dimostrano particolari attitudini ritmico – creative di esprimersi attraverso la marcia e la gestione del “bastone”.
Le attività inerenti hanno lo scopo di rendere gli alunni protagonisti attivi di un cammino che li porterà a vivere la musica e il movimento ritmico come un linguaggio, al pari della parola o dell’immagine , ad apprezzare le manifestazioni musicali più diverse e ad esprimersi creativamente attraverso i suoni, con la voce e con gli strumenti.
[1] (°)[1] I Campi di Esperienza sono contenuti nel documento denominato INDICAZIONI NAZIONALI che ha valenza di programma ministeriale per la Scuola dell’Infanzia.